1. Le condizioni generali del decreto 17 maggio.
  2. Le condizioni specifiche per lo Spettacolo Dal Vivo e i Cinema
  3. Fondo Emergenza Spettacolo
  4. I grandi festival Jazz come hanno reagito?

Il Decreto firmato il 17 maggio dal presidente del Consiglio dei Ministri stabilisce ufficialmente la ripresa degli spettacoli all’aperto e al chiuso, a partire dal 15 giugno 2020. Verrà però richiesta l’applicazione di alcune direttive sanitarie e di sicurezza per ridurre al minimo la possibilità di contagio tra il pubblico.

Le condizioni generali del decreto 17 maggio.

Le condizioni generali necessarie alla riapertura delle attività nei teatri, sale da concerto e  di spettacolo in generale, come stabilito dal decreto del 17 maggio, sono:

  • Posti a sedere pre-assegnati e distanziati per assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale che per gli spettatori.
  • Numero massimo di 1000 spettatori all’aperto e 200 per spettacoli al chiuso per ogni singola sala.
  • Autonomia alle Regioni e provincie per modificare la data stabilita, in linea con l’andamento della situazione dei contagi nel territorio di competenza.  

Rimangono sospesi gli eventi con potenziale assembramento in spazi chiusi o all’aperto che non possano garantire il distanziamento richiesto ( discoteche, locali assimilati, le fiere e i congressi ). Ma no è tutto, altre misure sono richieste.

Le condizioni specifiche per lo Spettacolo Dal Vivo e il Cinema.

Al decreto firmato il 17 maggio è stato allegato un documento che impone le seguenti misure, per – Spettacoli Dal Vivo e Cinema:

  • Mantenere il distanziamento interpersonale tra tutti i presenti, anche tra gli artisti.
  • Misurare la temperatura a tutti i presenti, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
  • Obbligo di di mascherine per tutti i presenti.
  • Utilizzare dispositivi di protezione per chi lavora a stretto contatto e/o a direttamente con il pubblico .
  • Garantire l’ igienizzazione degli ambienti chiusi e servizi igienici dei luoghi interessati dall’evento.
  • Areare e far ricambiare l’aria nei luoghi interessati.
  • Rendere disponibili e accessibili sistemi per la disinfezione delle mani.
  • Divieto del consumo e vendita di cibo e bevande.
  • Utilizzare la segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro, sia all’interno che all’esterno.
  • Regolamentare l’utilizzo dei servizi igienici per garantire il distanziamento sociale all’ingresso.
  • Limitare l’utilizzo di pagamenti in contanti.
  • Incentivare la vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, se possibile, con modalità telematiche.
  • Comunicare agli utenti, le misure di sicurezza e di prevenzione da seguire.

Oltre alla direttive relative alla sicurezza il governo ha stanziato delle risorse a sostegno delle organizzazioni attraverso il Fondo Emergenza Spettacolo.

Il FUS.

Il Fondo Emergenza Spettacolo attinge dalle risorse che provengono dai fondi istituiti con il decreto “Cura Italia”. Il decreto destina 130 milioni di euro a sostegno per le attività dello spettacolo e del cinema, di cui 20 milioni, per le realtà delle arti performative che non hanno ricevuto contributi dal FUS nel 2019. Maggiori info.

Chi potrà realmente ripartire? 

La legge lo consente però con molte condizioni obbligatorie, ma a conti fatti quante e quali realtà saranno in grado di sostenere i costi e di organizzare le operazioni pratiche necessarie a rendere attuabili tali direttive?

Probabilmente a subirne le conseguenze più difficili saranno piccole organizzazioni culturali che anche in tempi ante Covid-19 faticavano a districarsi tra il reperimento delle risorse necessarie e la messa in sicurezza degli spazi scelti mentre i grandi eventi, supportati da ingenti fondi pubblici e private, forse troveranno la forza di adattarsi alle nuove regole.

I grandi festival Jazz come hanno reagito?

Come sappiamo l’estate è la stagione dei festival e l’Italia si popola di più o meno grandi rassegne che arricchiscono le offerte culturali dei territori che le ospitano. Questi numerosi eventi incentivando quello che viene definito il turismo culturale che contribuisce a caratterizzare le scelte di molti turisti italiani e stranieri.

Dopo il blocco delle attività molti grandi eventi e festival, in primis il “colosso perugino” Umbria Jazz, hanno modificato la modalità di fruizione dei concerti nell’unica veste consentita, ovvero lo streaming.

Sarà così anche per la programmazione estiva?

Sicuramente le condizioni imposte renderanno necessario riprogrammare alcune delle attività, dei cartelloni e magari passare ad un modello ibrido, cioè basato sulla fruizione in loco per un numero ristretto di persone e la visione online per l’altra parte di pubblico. La risposta alla nostra domanda verrà data a breve ma sicuramente dovremo abituarci ad un nuovo modo di “vivere la cultura”, almeno fino a quando le condizioni legate all’emergenza sanitaria non sanno dimenticate e superate.

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